
In questo articolo parleremo dell’Astore (accipiter gentilis), un magnifico predatore, che caccia nel fitto dei boschi muovendosi come un fantasma.
È molto diffuso in Europa, in Asia, in America.
I nidi, posti su alberi altissimi, possono essere utilizzati anche per più anni, la femmina può deporre dalle 2 alle 5 uova per covata. Gli astori giovani hanno un colore marroncino per il dorso e bianco per il petto ,mentre negli adulti il petto e sempre chiaro ma con barrature orizzontali e il dorso blu/grigio. Man mano che il falco avanza con l’età i suoi occhi cambiano di colore: nascono con gli occhi chiari , poi diventano gialli, arancione ed infine rosso rubino.
Ha un udito sensibilissimo, può captare rumori di prede anche a km di distanza. è ipersensibile anche al più impercettibile movimento, vive in un mondo che si muove dieci volte più rapidamente del nostro. Il suo piumaggio, richiama il contrasto di luci ed ombre dei suoi luoghi di caccia, così da renderlo praticamente invisibile quando si sposta.
Si apposta su posatoi, dai quali osserva le proprie prede, attende il momento esatto e si lancia all’attacco, sbucando all’improvviso tra cespugli e fori tra le frasche. Se l’attacco non va in porto ,inizia un inseguimento propulsivo, che continua fino a sfiancare la preda, riesce a modificare le traiettorie di volo, compiendo virate repentine. Grazie alla lunga coda, riesce ad attraversare i più improbabili dei passaggi a più di 40 km/h, aggiusta la direzione anche con l’aiuto delle zampe che spingono contro i tronchi .
Il suo areale di caccia è vastissimo può cacciare roditori, lepri, passeriformi, fagiani, praticamente ignora solo i grandi mammiferi.
Quando un astore è a caccia che il suo bersaglio sia fermo o in movimento, lo insegue, tenendo la preda al centro del campo visivo.
Dal suo punto di vista la preda è al centro del territorio, e diventa sempre più grande e dettagliata man mano che si avvicina , fino a riempire totalmente il suo campo visivo.
In Falconeria viene impiegato quasi esclusivamente per la caccia grazie alle sue spettacolari doti di predatore. Nell’antica letteratura europea sulla falconeria, gli astori erano indicati come l’uccello di Yeoman, o l’uccello del cuoco, proprio per la loro utilità nel cacciare prede commestibili, sia a pelo che a penna.