
Ci troviamo sempre più spesso, a condividere gli spazi urbani con molteplici specie di animali, che in sovrannumero diventano infestanti e dannosi, per noi e l’ecosistema.
In questo articolo ci concentreremo solo su quelli di piuma muniti.
Un’ inadeguata legge sulla salvaguardia delle biodiversità in territorio urbano, e la mancata capacità di intervenire dove necessario, ha fatto si che determinate specie di uccelli , quali: gabbiani, cornacchie, piccioni, storni ecc. proliferasse ai danni di specie più delicate, per capacità di adattamento.
Molti angoli delle nostre città, sono dei veri e propri banchetti o tesori per queste tipologie di animali, basti pensare all’abbandono di rifiuti sulle strade, i cassonetti danneggiati e quindi di facile accesso per loro. Le nostre città si trasformano così, in luoghi di nidificazione o di caccia per colonie numerose, che diventano inevitabilmente aggressive e moleste.
Il sovrannumero di queste popolazioni, fa aumentare il livello di malattie e parassiti all’interno delle colonie stesse.
Le grandi quantità di guano, talvolta infetto, sporca i nostri balconi, danneggia i nostri monumenti. Le loro deiezioni acide corrodono le strutture delle strade, rendono scivolosi e impraticabili scalini e rampe. Inoltre il loro guano ricco di batteri può diventare estremamente pericoloso anche per gli allevamenti.
Un numero eccessivo di questi esemplari nelle aree agricole, può distruggere le coltivazioni, rovinare i raccolti e possono diventare fastidiosi e stressanti per chi vi lavora.
Durante le nidificazioni, come accennato precedentemente, infatti, gabbiani e cornacchie possono divenire molto aggressivi e di conseguenza pericolosi, sia per l’essere umano che per i nostri piccoli amici a quattro zampe, è consigliabile tenerli al guinzaglio in loro presenza.
Ma non diamoci per vinti, per contrastare le loro infestazioni e permetterci di vivere le aeree private o di lavoro in sicurezza, possiamo avvalerci di diverse metodologie. Quella sicuramente più naturale ed efficace, è proprio l’utilizzo dell’antica arte della falconeria, mezzo con il quale, possiamo, passatemi il gioco di parole, combattere la natura con la natura.