Al giorno d’oggi, è sempre più semplice reperire e acquistare rapaci, spesso d’allevatori fai da te, che pensano semplicemente a riempirsi le tasche, non fornendo in nessun modo sostegno o aiuto. Oppure da persone che decidono di disfarsi del  proprio rapace perché non in grado di detenerlo o gestirlo, mettendolo di fatto in mano a qualcuno che molto probabilmente farà anche peggio. Diffidate di queste persone un buon allevatore fornisce sempre le giuste informazioni sulla detenzione, l’alimentazione e il benessere dell’animale chi vi sta cedendo.

La disinformazione su questa nobile arte è immensa e non è semplice muoversi in questo mondo di falconieri e presunti tali.

Stanchi di vedere quotidianamente annunci di rapaci smarriti ,troppo spesso per una cattiva gestione.

Di essere contattati per il recupero di rapaci nati in cattività  feriti, in difficoltà o impauriti.

Abbiamo deciso di offrire la nostra esperienza , le nostre conoscenze e le nostre competenze, per aiutare chi vuole avvicinarsi alla falconeria, o a  chi detiene già e vuole farlo responsabilmente.

Di corsi su questa nobile arte se ne trovano molti ad oggi in commercio, non tutti sono davvero in grado di trasmettere le competenze adeguate. Un consiglio che sentiamo di potervi dare è di rivolgervi ai veri appassionati e di affidarvi e affidare i vostri animali solo a chi li tratta con rispetto,e ottiene risultati adeguati senza coercizione alcuna, perché ci teniamo a ricordarlo nella falconeria si lavora esclusivamente nel rispetto del proprio rapace.

Se avete voglia di saperne di più contattateci saremo lieti di parlarne  con voi!

Ricordate di seguirci anche sui nostri social! In basso troverete tutti i link!

Il falco Sacro, un animale splendido, veloce, potente e implacabile. Viene identificato come divinità in diverse culture, la più famosa quella Egizia (ra o horus).

Questo falco, grazie alla sua versatilità è in grado di poter cacciare un areale di prede vastissimo, da piccoli uccelli  come allodole, a mammiferi più grandi come lepri e gazzelle ( specialità riservata alle femmine). È possibile trovarlo in Asia Europa e Africa.

Il falco sacro è geneticamente predisposto, al contrario di moltissimi altri falconi, a climi desertici. Il loro piumaggio è meno compatto rispetto a quello di altre specie di falconi, ciò facilita l’aereazione sul loro corpo. Curiosità : hanno tre coppie di geni in più coinvolte nella conservazione delle riserve di acqua e nella termoregolazione corporea.

A livello cromatico tra esemplari giovani e adulti  le cere virano da un celeste intenso per i più giovani al giallo via via che l’animale matura. La grandezza come in tutte le specie di rapaci e contraddistinta da un disformismo sessuale inverso:  le femmine sono più grandi dei maschi

Avendo una dieta molto varia, cambia a seconda della preda anche la modalità di caccia.

Può cacciare volando raso al suolo fino a trovare un roditore o altro malcapitato sul quale scagliarsi; oppure cacciare appostato, aspettando di individuare il suo prossimo pasto; o ancora caccia volando alto e scansionando minuziosamente tutto il territorio fino ad avvistare la sua preda.

Anche Federico II di Svevia parla di questo magnifico animale nel suo trattato ‘’ The arte venandicum avibus’’.  Ci  racconta di come il falco cacciasse gli aironi , volando da prima raso al suolo e poi , una volta sotto l’airone ,salisse  velocissimo per colpirlo.

In volo battuto possono raggiungere i 120 km/h, eguagliando la velocità del girfalco, la potenza è sostenuta dalle ossa delle ali relativamente corte , che  gli permettono battiti d’ala rapidi veloci e costanti.

La grande superficie alare gli permette di veleggiare sfruttando le correnti termiche,  attraverso un volo a spirale riesce a guadagnare quota. Caccia ad un altezza che varia tra gli 80 e 110 metri, non raggiunge le altezze magistrali dei pellegrini, ne tantomeno la loro velocità in picchiata.

Nell’allontanamento volatili infestanti ,questi animali vengono usati specialmente nei grandi spazi aperti, essendo abilissimi e molto territoriali, riescono a coprire e bonificare vastissime aree, come campi coltivati, vigneti, frutteti .

Vi presentiamo la poiana di Harris: originaria delle aree desertiche e semi desertiche dell’Arizona, trova il suo habitat ideale anche in Argentina Perù e Brasile.

Questa poiana ha ali  larghe, arrotondate e compatte. Coda ampia e lunga. Queste le caratteristiche che la rendono perfetta per sfruttare le termiche o manovrare velocemente tra gli alberi. Le Zampe lunghe e fortigli concedono sia di infilarsi nelle tane che di concludere la strategia di caccia sulla preda agguantandola senza ferirsi. È di color castagno scuro con l’ultima parte della coda bianca. Le cere dal giallo intenso all’arancio.Visto i territori che abita ha poco piumino e le lunghe zampe gli permettono sia di non ferirsi quando è poggiata sui cactus che di regolare al meglio la sua temperatura.

Particolare attenzione va data alla vista, che è semplicemente perfetta! gli permette di ottenere informazioni estremamente precise su distanza, posizione e velocità di movimento. La risoluzione dei colori è superiore a quella di qualsiasi altro animale finora studiato, questi rapaci sono in grado di rilevare prede a distanze molto maggiori rispetto agli altri falchi.

Gli Harris sono predatori straordinari ,territoriali, imparano velocemente sfruttando a loro vantaggio qualsiasi terreno di caccia. Sono in grado di catturare qualunque tipo di preda sia in volo diretto che di rimessa. Instancabili inseguitori, quando collaborano insieme sono letali, sfuggirgli è impossibile.

Predatori dall’intelligenza spiccata; dimostrano di avere capacità logico deduttiva ed elevata capacità di elaborazione e correzione dell’errore,diminuendo così, di volta in volta, il tempo di risoluzione del problema.
Dotati di un'ottima memoria, come le aquile, dimostrano una rapidità di apprendimento superiore a quella di qualsiasi altro rapace.
A differenza degli altri falchi, che imparano principalmente per esperienza diretta, gli Harris assimilano molto e velocemente anche osservando e seguendo i compagni più esperti.  L’eccezionale intelligenza degli Harris èuna conseguenza evolutiva del loro stile di vita sociale, sviluppatoattraverso l’allevamento e la caccia cooperativa.

Nelle nostre attività di allontanamento volatili infestanti li apprezziamoper il notevole equilibrio, la versatilità e l’indole cooperativa, che ci permettono di collaborare con loro in maniera efficace sia in ampi spazi aperti che in capannoni o attività private.

Una domanda che ci viene sempre posta, quando si vedono volare i nostri rapaci è: "Ma torna?’"

Signori e signore, rullo di tamburi… Si tornano!!!

Può capitare però, che il nostro amico rapace si allontani. Può succedere se viene spaventato da qualcosa, per un clima improvvisamente avverso, o per casi particolari che sfuggono al nostro controllo.  Non temete, quando accadono queste cose, riusciamo sempre a ritrovare il modo di ricongiungerci con il nostro amico piumato . Grazie all’uso della telemetria.

La telemetria è suddivisa in  due sistemi , apparato radio e GPS:

L’apparato radio  è formato da due parti, la radio trasmittente e la ricevente. La trasmittente, posizionata sul rapace, emette un segnale che viene catturato dalla ricevente che teniamo noi, e tramite l’intensità del segnale sonoro “bip” , possiamo trovare la direzione e la distanza del rapace. E’ un metodo assolutamente efficace anche se ci vuole pazienza e tanta pratica per fare esperienza.

Il sistema GPS, è una tecnologia relativamente nuova in questo ambiente , ma rispetto all’apparato radio è sicuramente più immediata nel dire dove si trova il nostro compagno.

Questi sistemi sono in grado di dire se il falco è in volo, a che altezza e a che velocità sta volando. Queste caratteristiche lo rendono un valido strumento  anche durante la preparazione e gli allenamenti del rapace. Un lato negativo però del sistema GPS è la durata della batteria molto limitata e la delicatezza della strumentazione.

L’ausilio di queste attrezzature nel nostro mondo è fondamentale, perché è davvero l’unica cosa che ci permette di recuperare i nostri amici, in caso di allontanamento.

Non esiste un rapace che sia imperdibile. Per quanto siamo stati meticolosi nell’addestramento, per quanto sia bravo l’animale ,per quanto sia solido il nostro rapporto non possiamo controllare ciò che avviene all’esterno .

Per entrambe le tecnologie noi della GB FALCONERIA, ci affidiamo alla Marshall .Sicura ed efficiente la testiamo da anni e non ci ha mai delusi.

La primavera è una stagione meravigliosa. La natura si risveglia, prati in fiore, piante che germogliano, riscopriamo i nostri giardini e valutiamo gli interventi di potature da eseguire, ma attenzione!

La primavera è anche la stagione delle nuove nascite per i nostri piccoli amici pennuti, che trovano confortevoli i nostri spazi verdi come siepi e alberi, tanto da costruirci i loro nidi. Consigliamo di controllare scrupolosamente prima di effettuare potature . Come? Potete fare attenzione al via vai di uccellini, eventuali deiezioni sulle foglie e alla base delle piante possono essere un ottimo indicatore della loro presenza stanziale.

Può capitare in questa bella stagione di imbattersi anche nei piccoli caduti dal nido.

Dovete sapere che per alcune specie , nei notturni  è comune, far finire lo svezzamento della prole a terra. Questo vuol dire che è facile trovarsi davanti a piccole palle piumate, urlanti e tenere, che potrebbero sembrarci in difficoltà ma in realtà non lo sono! a vegliare su di loro ci sono i genitori appostati a pochissima distanza.

Cosa fare allora in questo caso?  ASSOLUTAMENTE NULLA!!! Proseguiamo la nostra passeggiata cercando di non importunare e rispettare la crescita di queste piccole creature. In caso ci trovassimo accompagnati dal nostro amico a quattro zampe ricordiamoci che è sempre bene tenerlo al guinzaglio per evitare spiacevoli incidenti .

In caso ritenessimo il piccolo in REALE pericolo, come:  vederlo zampettare  allegro in una strada trafficata, se sta per entrare  in una proprietà dove sono presenti gatti o cani, se ferito. Consigliamo di contattare gli enti preposti che vi aiuteranno a riconoscere la specie, vi guideranno per metterlo al sicuro o in caso vi segnaleranno la struttura più vicina alla quale rivolgervi.

Ricordiamo che è reato detenere fauna selvatica.

Chi contattare? I CRAS (centro recupero animali selvatici) della vostra regione o i carabinieri forestali.

Se avete letto fino a qui ma già avete il piccolo con voi…rileggete di nuovo a chi rivolgervi!

Ci capita frequentemente di essere contattati da cittadini, che in buona fede ne siamo sicuri, pensano di aver salvato un pulcino portandolo al sicuro in casa loro, esponendo in realtà il piccolo ad altri pericoli. Una detenzione e un’alimentazione sbagliata, possono causargli grosso stress e problemi di varia natura, nei casi peggiori la morte.

Grazie per l’attenzione

In questo articolo parleremo dell’Astore (accipiter gentilis), un magnifico predatore, che caccia nel fitto dei boschi muovendosi come un fantasma.

È molto diffuso in Europa, in Asia, in America.

I nidi, posti su alberi altissimi, possono essere utilizzati anche per più anni, la femmina può deporre dalle 2 alle 5 uova per covata. Gli astori giovani hanno un colore marroncino per il dorso e bianco per il petto ,mentre negli adulti il petto e sempre chiaro ma con barrature orizzontali e il dorso blu/grigio. Man mano che il falco avanza con l’età i suoi occhi cambiano di colore:  nascono con gli occhi chiari , poi diventano gialli,  arancione ed infine rosso rubino.

Ha un udito sensibilissimo, può captare rumori di prede anche a km di distanza. è ipersensibile anche al più impercettibile movimento, vive in un mondo che si muove dieci volte più rapidamente del nostro. Il suo piumaggio,  richiama il contrasto di luci ed ombre dei suoi luoghi di caccia, così da renderlo  praticamente invisibile quando si sposta.

Si apposta su posatoi, dai quali osserva le proprie prede, attende il momento esatto e si lancia all’attacco, sbucando all’improvviso  tra cespugli e fori tra le frasche. Se l’attacco non va in porto ,inizia un inseguimento propulsivo, che continua fino a sfiancare la preda, riesce a modificare le traiettorie di volo, compiendo virate repentine. Grazie alla lunga coda, riesce ad attraversare i più improbabili dei passaggi a più di 40 km/h, aggiusta la direzione anche con l’aiuto delle zampe che spingono contro i tronchi .

Il suo areale di caccia è vastissimo può cacciare roditori, lepri, passeriformi, fagiani, praticamente ignora solo i grandi mammiferi.

Quando un astore è a caccia  che il suo bersaglio sia fermo o in movimento, lo insegue, tenendo la preda al centro del campo visivo.

Dal suo punto di vista la preda è al centro del territorio, e diventa sempre più grande e dettagliata man mano che si avvicina , fino a riempire totalmente il suo campo visivo.

In Falconeria viene impiegato quasi esclusivamente per la caccia grazie alle sue spettacolari doti di predatore.  Nell’antica letteratura europea sulla falconeria, gli astori erano indicati come l’uccello di Yeoman, o l’uccello del cuoco, proprio per la loro utilità nel cacciare prede commestibili, sia a pelo che a penna.

Lo storno (sturnus vulgaris) è un uccello facente parte della famiglia dei passeriformi. La sua apertura alare arriva  fino a 35 cm. Vive e si sposta in colonie, alcuni gruppi possono superare le centinaia di unità.

È un uccello migratore, che arriva nella nostra penisola nel periodo invernale. Si iniziano a vedere i primi storni arrivare intorno alla seconda metà di ottobre.  Studi dimostrano che le rotte migratorie che compiono ogni anno sono tramandate geneticamente.

Effettua circa 3 covate l’anno, e depone dalle 4 alle 9 uova. Hanno la caratteristica di condividere i nidi, capita che alcune femmine depongano le uova nel nido di altre, così da aumentare la natalità, e garantire il maggior numero di schiuse possibili. Questo fenomeno è chiamato : parassitismo di covata intraspecifico.

Lo storno è considerato invasivo, grazie alla sua riproduzione e plasticità alimentare, riesce infatti ad adattarsi velocemente in numerosissimi ambienti diversi.

Vi riporto un esempio : questa specie era completamente assente in nord America fino alle fine del 1800 quando fu introdotto a New York . Lo storno si è ambientato benissimo, arrivando a contare milioni di individui in meno di 100 anni , riuscendo ad espandersi dalla costa orientale , arrivando a creare problemi per i raccolti, dal nord del Messico fino al sud dell’Alaska. Stesso problema che causa anche nella nostra penisola, prendendo di mira uliveti e campi coltivati.

Il loro modo di volare tutti insieme è inconfondibile. Disegnano nell’aria delle magnifiche forme, riuscendo a cambiare direzione repentinamente e in perfetto sincrono.

Ma sapete a cosa è dovuto questo tipo di comportamento?

Utilizzano questa tecnica magnifica e scenografica per difendersi dall’attacco di predatori , per la precisione dagli attacchi del falco pellegrino: se si guarda con attenzione lo si può vedere mentre sfreccia attraverso questi disegni nell’aria.

Quando lo storno viene preso dal falco, emette un grido particolare e molto acuto, detto "Distress call’’ e serve a far capire al resto dello stormo che è stato catturato. Questo specifico verso viene anche utilizzato nei dissuasori acustici, con l’intento di far credere agli stormi in arrivo che lì un predatore è in azione.

C’è da aggiungere che questo tipo di dissuasore, ha efficacia solo se accompagnato dall’ausilio di un predatore reale. Se infatti, questo fantomatico cacciatore non dovesse mai comparire, dopo un breve periodo ,questi intelligentissimi animali comprenderanno che il pericolo non è reale , di conseguenza torneranno ad essere ospiti indesiderati.

L’allontanamento sugli storni è possibile, e se fatto bene porta ottimi risultati. Riuscendo a deviare e spostare intere colonie anche di migliaia di esemplari. Quindi affidatevi sempre a persone competenti e che abbiano esperienza con questo tipo di volatile! Contattateci!

 Come falconiere, mi occupo di fare anche didattiche per far conoscere questi magnifici animali.

Ecco le domande più frequenti e alcune curiosità su i rapaci notturni:

Bubola ,parola probabilmente derivata dal latino bubo bubo, nome scientifico del gufo.

-Visto che sono animali notturni che fanno durante il giorno?

Nell’immaginario collettivo possiamo pensare che durante le ore diurne questi animali se ne stiano dentro un tronco d’albero belli spaparanzati nel proprio letto con le tapparelle abbassate, aspettando il calar del sole per iniziare le loro attività. Quello che succede è molto simile alle nostre aspettative: durante il giorno se ne stanno paciosi fermi immobili su un ramo o nel tronco di un albero, cercando di mimetizzarsi il più possibile con l’ambiente circostante. Per riuscirci sfruttano il loro meraviglioso piumaggio sono anche in grado di simulare il moto delle foglie.

 Di giorno vedono benissimo, ma scopriamo in breve come ci riescono anche di notte:

  per la vista notturna non si affidano a sensori particolari o visori notturni dati in dotazione dall’esercito dei gufi ,bensì l’evoluzione li ha dotati di una retina straordinaria in grado di catturare tutta la luce presente e fungere da super lente di ingrandimento così da vedere bene anche di notte.

 Per aiutarsi a trovare le prede, si affidano anche ad un udito fantastico : i padiglioni auricolari sono posti in maniera non speculare a destra e a sinistra della testa, coperti dal piumaggio, e sono uno più in alto e uno più in basso. Per potenziare questo senso si sono dotati di una caratteristica morfologica straordinaria chiamata  disco facciale, ben visibile nei barbagianni dona loro quel caratteristico musetto a cuore. Questa peculiarità  serve a raccogliere le onde sonore e dirigerle verso le orecchie del gufo , che è in grado anche di regolare queste piume per triangolare meglio i suoni.

-ma è vero che riescono a girare la testa anche di 360 gradi?

Miei cari lettori, se fosse possibile si sviterebbero la testa come fosse il tappo di una bottiglia, cosa abbastanza scomoda per loro,

In realtà riescono a girare la testa ‘’solo ‘’di 270 gradi ,che comunque resta una cosa davvero notevole. A cosa gli serve questa particolarità? È presto detto, i gufi come anche  gli altri rapaci hanno gli occhi fissi non sono dotati di mobilità oculare, così girano la testa. Girandola così tanto, possono restare fermi appollaiati in un punto e tenere sotto controllo praticamente tutto il territorio di caccia, senza doversi spostare di continuo, comodo no?

-Come cacciano nel silenzio della notte?

             Questi animali sono davvero molto affascinanti  una loro caratteristica di volo unica è quella di essere silenziosissimi le loro penne sono strutturate per far passare l’aria alle estremità senza emettere alcun rumore , cosa che rende la loro caccia straordinariamente efficace di notte.

Se questo articolo sui rapaci notturni vi è piaciuto non perdetevi il suo gemello sui rapaci diurni presto sul blog

Nella falconeria il volo dei rapaci viene idealmente diviso in due grandi categorie:

alto volo e basso volo

la definizione di questi due gruppi sta ad indicare la modalità di caccia che hanno i rapaci in natura.

L’alto volo è praticato per la maggior parte dai falconi come per esempio : il falco pellegrino, il lanario, il  falco sacro, il girfalco il gheppio  e moltissimi altri. Anche le aquile possono far parte di questo gruppo.

Questa tecnica di caccia prevede di sorprendere e ghermire le proprie prede direttamente in aria dopo precise picchiate o lunghi inseguimenti ad alta quota. Alcuni di loro come i falchi sacri ,ad esempio, possono inseguire le loro prede anche per diversi kilometri.

Il basso volo invece  è praticato per lo più da astori, sparvieri, tutti i tipi di poiane, ed è basato sul trovare postazioni adatte e strategiche dalle quali sferrare l’attacco dopo inseguimenti più o meno lunghi.

Nel tipo di lavoro che svolgiamo, l’allontanamento di volatili infestanti, come si  adattano queste caratteristiche?

Premessa: i nostri animali sono in grado di svolgere il lavoro di allontanamento senza la predazione ,e di conseguenza, in maniera non cruenta nei confronti del selvatico infestante da scacciare. Nel pieno rispetto della natura e libertà dei nostri animali .

Gli animali di alto volo si possono utilizzare nei grandi spazi aperti come: campi, porti, aeroporti, parchi, campi sportivi, piazze etc.

La loro particolarità di volo fa si che possano prendere quota e lavorare su grandi aree riuscendo a spaventare ed allontanare intere colonie di specie anche diverse.

 Gli animali che praticano basso volo sono adatti sia agli spazi esterni che agli spazi interni come: hangar, magazzini, stazioni, parcheggi coperti, aziende agricole  etc. Riescono a muoversi agilmente  con strategie rapide e mirate anche in ambienti stretti e pieni di ostacoli.

Se l’articolo vi è piaciuto, veniteci a trovare sulle nostre pagine social per vedere i nostri splendidi amici rapaci all’ opera e divertirvi ad identificare il basso volo e l’alto volo .

Le didattiche sono fra le attività, oltre all’allontanamento volatili infestanti, cui la GB FALCONERIA si dedica con grande entusiasmo. Siamo sempre in cerca di nuovi progetti stimolanti , le didattiche ci permettono di confrontarci con le giovani menti, rendendo il nostro lavoro più divertente, dinamico e costruttivo è sempre un piacere per noi far scoprire il nostro lavoro e questa antica arte ai più piccoli.

 Abbiamo deciso di percorrere questa strada perché convinti  che sia importante ripristinare un contatto diretto con la natura. Perché con il passare del tempo e l’avvento di una tecnologia sempre più presente nel nostro quotidiano, ancor di più per i nativi digitali , questo contatto si è fatto più lontano. Ci piace mostrare una parte di mondo che anche se ci circonda passa spesso inosservata, abituati come siamo a guardare sempre in giù e filtrarlo attraverso uno schermo. È bello vedere la curiosità accendersi, è entusiasmante confrontarsi con le domande dei più giovani . Sensibilizzare le nuove generazioni alla conservazione e al rispetto della natura, passa anche attraverso la conoscenza approfondita della stessa .Ci stupiamo piacevolmente ogni volta che veniamo accolti e scopriamo quanto queste generazioni siano sensibili a questi argomenti,  quanto li affascinino. Coinvolgerli è semplice e spesso sono proprio loro a guidare le nostre conversazioni.

L’arte della falconeria ha origini antichissime, ci ha permesso di poter comunicare e relazionarci con un elemento per noi sconosciuto. Grazie alla falconeria che nasce sì come arte venatoria, oggi sappiamo come interagire e prenderci cura di queste splendide creature, preservandole dall’estinzione, ed è per questo che è giusto farla conoscere e tramandarla ai nuovi falconieri. È importante far muovere questo antico sapere anche per rinnovarlo e portarlo nel futuro . I nostri amati rapaci sono creature che possono insegnare moltissimo, entrarvi a contatto e poter collaborare con loro è un privilegio. Donare questo sapere ai più giovani diventa un dovere.

GB Falconeria - Tel.: 392 1397100 - Email: info@gbfalconeria.it - P.Iva 14700101000
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